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POTREBBE

Lo osservo, l’uovo. Lo guardo inquieto. Oscillo.

Potrei sentire all’improvviso il sordo battere del becco sul guscio, vedere la conquista della libertà da ciò che protegge e limita.

Oppure l’uovo potrebbe non essere stato covato. Potrebbe essere lì dove io lo vedo, da una settimana o da mesi. Potrebbe essere marcio e, da una sottilissima incrinatura, proprio adesso potrebbe iniziare ad uscire un odore pestilenziale.

Oppure, l’uovo, potrebbe essere lì da pochi minuti, poggiato dalla stessa mano che poco prima gli aveva fatto due buchi e l’aveva portato alla bocca e ne aveva succhiato tuorlo e albume fino all’ultima goccia.

Lo guardo, l’uovo. E oscillo nel potrebbe.

Esercitazione in aula

“In data odierna”

- Presenti   22

- Assenti      8

Il Segretario comunale constatata  l’ esistenza del numero legale dichiara aperta la seduta del Consiglio Comunale, in data  odierna.

Sindaco: Per interpellanze e interrogazioni la parola al Consigliere Sanna

C. Sanna: Signor Sindaco, signori della Giunta, signori Consiglieri, intendo portare alla Vostra attenzione il problema degli abitanti del rione Santa Rita della nostra cittadina, i quali da una settimana sono senza acqua per un guasto alla condotta, e l’autobotte del Comune li ha rifornito solo una volta.

Sindaco: la parola al Consigliere Marongiu

C. Marongiu: Signor Sindaco, signori della Giunta, colleghi del Consiglio, negli anni passati si è svolta nella nostra cittadina la sagra del carciofo, con grande successo di pubblico e con ampia risonanza nelle reti televisivi locali.

Il mio Gruppo e io chiediamo di sapere quanto la Giunta intende aspettare ancora per assegnare i finanziamenti a quelle coop di agricoltori che intendono promuovere anche nel corrente anno questa iniziativa che tanto lustro ci ha dato in passato.

Sindaco: la parola al Consigliere Dessì

C. Dessì: Signor Sindaco, signori della Giunta, colleghi del Consiglio, si sta avvicinando l’estate e l’Assessore ai Servizi Sociali non ha ancora illustrato al Consiglio quali iniziative intende attivare per le prossime vacanze a favore degli anziani e dei bambini della nostra cittadina.

Chiediamo formalmente che venga posto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio la questione “Gita anziani” e “Spiaggia day minori”, perché non succeda come l’anno scorso che nel mese di luglio gli uffici non avevano ricevuto ancora la Delibera.

Non bisogna dimenticare che i bambini sono il nostro futuro, e che la loro salute, la loro crescita e la loro educazione sono la miglior garanzia per una società migliore, e quindi non si può risparmiare sulle voci che riguardano i cittadini di domani.

Allo stesso modo non dobbiamo risparmiare sui nostri anziani, ai quali dobbiamo ciò che oggi noi siamo e  che ci hanno lasciato ciò che oggi abbiamo. Ai nostri anziani che hanno fatto una vita di sacrifici noi abbiamo il dovere di offrire una vecchiaia serena.

Io proporrei anche per quest’anno una gita di una settimana in un albergo di Lloret de Mar in Spagna.

Sindaco: Signori della Giunta, signori del Consiglio, ringrazio per le interpellanze presentate che verranno allegate agli atti del Consiglio e alle quali risponderemo al più presto.

Si passi al successivo punto all’ordine del giorno “Variante edilizia dei terreni in località Santa Giusta”. La parola all’Assessore all’Edilizia privata.

Dialogo tra un Direttore di Banca e un’anziana

D. Buon giorno. Si accomodi signora

A. Grazie

D. Come sta?. Tutto bene?

A. Insomma…cosa vuole…tra gli acciacchi dell’età e questo brutto tempo sono tutta un dolore.

E poi non le dico i pensieri…

D. Eh cara signora!  di questi tempi chi è che non ha pensieri?

A. Sa ragioniere da quando il mio Enzo, Dio lo abbia in gloria, non c’è più, devo occuparmi io di tutto. E di queste faccende della Banca io non me n’intendo per niente.

D. Stia tranquilla signora. Siamo qui per aiutarla. Mi dica in che cosa posso esserle utile.

A. Guardi, sono notti che non dormo per tutte le brutte cose che si sentono.

D. Cosa ha sentito? E dove l’ha sentita?

A. Ha detto la televisione che in tutto il mondo, una dietro all’altra, tutte le Banche falliscono, che licenziano i dipendenti e spariscono i soldi dei conti correnti. E ha detto il telegiornale che questo può succedere anche qui in Italia.

D. Allora… …

A. No, guardi. Me lo ha detto anche la mia amica  di non farmi imbrogliare né stare a sentire nessuno

Sono venuta a ritirare tutti i soldi che ci sono nel conto, che sono il frutto del lavoro e dei sacrifici di tutta una vita del mio povero Enzo

D. Signora, capisco la sua preoccupazione, ma stia a sentirmi. Cercherò di essere chiaro e di spiegarle con parole semplici quello che sta succedendo

A. Le ho detto di non imbrogliarmi. Mi dia tutti i soldi, altrimenti chiamo i Carabinieri.

Tutto è in penombra nel silenzioso caldo del dopopranzo estivo. Nel granaio arrivano ovattati i suoni e i rumori della vita che si svolge nei piani bassi della casa e nella strada.

Il leggero scricchiolare dei gradini della scala in legno annuncia l’ arrivo dei due fratellini, che come quasi ogni giorno, furtivamente e disobbedendo al divieto della nonna, vogliono scoprire il segreto che si nasconde sotto  le ali abbassate e immobili di una  chioccia dallo sguardo perso e un po’ triste.

Un giorno, i due bambini, già prima di arrivare agli ultimi gradini, sentono un insistente e allegro pigolare. Solo qualche ora prima, al posto di questo pulcino spennacchiato, c’ero io : un uovo

Un medico e un paziente

La signora Cesira, cinquantenne di Rroma, si recò nella Asl n’12 della città dove vi era il presidio di igiene mentale, dove era solita incontrare il professor Forte, luminare specializzato nella psicoanalisi Freudiana.
“Prego si accomodi signora Cesira, mi dica come sente in questo  periodo, ormai è da un mese che non ci vediamo”
“Oh professore, sapesse, sto così male, non che non mi fidi della sua
terapia, ma sa mi sono ritornati quei brutti incubi della scuola”.
“Ma signora mia, lei deve cercare di rimuoverli, glielo ho gia detto,
è l’unico modo per uscirne fuori.”
La donna, che aveva appena conseguito la prima media, rispose: “Muoverli? e come posso fare a muovere dei sogni?”
“Ma no signora, intendo dire rimuoverli, cioè spostarli nel suo
inconscio”.
“Inconscio? e cosa è questa cosa che mi sta dicendo adesso dottore,
io non la capisco proprio.”
“Su signora, mi parli un pò dei suoi sintomi, mi dica cosa la preoccupa.”
Oh dottore, sapesse quello che mi sta capitando in ques’ultimo periodo”
“Mi dica signora Cesira.”
“Vede, ho un pò di vergogna, sa, sono  una donna sposata.”
“Ma con me non deve avere nessun tipo di timore, sa sono il suo
specialista.”
“Vede dottore, io penso di essermi innamorata di lei.”
Il prof. Forte, per niente imbarazzato dalla confessione della donna,
le rispose ridendo:
“Ma no signora, quello che prova nei miei confronti si chiama transfert.”
“Ma cosa sta dicendo dottore?”
“Vede, si tratta di un trasferimento dei suoi sentimenti nei miei
confronti, mi capisce signora?”
“No quello che capisco dottore è che mi devo trasferire da un altro
medico e che soprattutto sappia parlare nello stesso modo in cui
mangia.”

Un bambino di dieci anni e un’anziana.

Il piccolo Andrea, ragazzino prodigio nello studio, tornò  da scuola  tutto contento, gridando:
“Mamma, mamma, indovina cosa mi è capitato oggi”.
Dall’altra parte della stanza si affacciò un’anziana donna sui settant’anni dicendo:
“No Andrea, la mamma è andata al mercato a fare la spesa , ma dimmi,
posso fare qualcosa io per te?”
“Si nonna, potresti in effetti. Sai, la maestra oggi ci ha dato da
fare un compito molto difficile di aritmetica e io l’ho svolto prima di
tutti facendolo tutto giusto.”.
“Oh che bravo, il mio piccolo nipotino, sai che lo studio è un’ottima
cosa per riuscire nella vita.”.
“Eh già, nonna, lo so lo ripetete  sempre. Ma adesso dimmi, non lo
merito un bel premio?”
“e cosa vuoi da me piccolo? lo sai che io non ho la possibilità di
comprarti niente”.
“Ma su nonna, non fare la solita tirchia, lo so che prendi una buona
pensione”.
“Eh già, come no, quella mi basta appena per sopravvivere. Quando
tornerà tua madre, ti farai dare qualcosa da lei, ma io non posso
proprio darti niente”, gli disse la donna, lasciandolo nella più
completa desolazione. Andrea aveva capito così la lezione: mai chiedere dei soldi a quella vecchia spilorcia.

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