Il peggior libro letto “Elenco telefonico”.

È inutile sottolineare come qualunque libro sia, innanzitutto un oggetto. Nel caso de “Elenco telefonico” le dimensioni, la qualità della carta e la rilegatura sono veramente orribili.

Entrando nel dettaglio dei contenuti, si deve rilevare come, a fronte di una lunghissima lista di personaggi, sia veramente difficile individuare una pur minima presenza di trama.  Il filo conduttore sembra dato dall’autore nella sequenza alfabetica della comparsa dei personaggi.

L’unico punto di forza è dato dalla singolarità di alcuni nomi. Tra questi spiccano certamente:

BRACCO, Ubaldo, via d’Annunzio IMPERIA

GATTI, Silvestro, via del Bosco TREVIGLIO

PANTERA, Rosa, via Diaz SOMMA CAMPANA

Altro aspetto positivo è stato quello di poter finalmente trovare un idraulico per il lavello della cucina.

Il miglior libro letto “I sommersi e i salvati”, Primo Levi ed. Einaudi

Il libro rappresenta il ritorno dell’autore nei luoghi drammatici della sua formazione di uomo, di narratore e di intellettuale. In realtà l’autore accompagna noi lettori in quei luoghi mostrandoli, non come luoghi fisici, ma come luoghi in cui tutti noi siamo passati o abbiamo fatto passare altri esseri umani.

I semplici titoli dei capitoli sono sufficienti a definire gli spazi in cui ognuno di noi è passato.

La memoria dell’offesa; La zona grigia; La vergogna; Comunicare; Violenza inutile sono cinque degli otto capitoli che portano il lettore a ripensarsi costantemente. È difficile non vedersi almeno una volta dalla parte degli aguzzini. È impossibile non vedere in quegli eventi la rappresentazione di ciò che, in scala forse minore, abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi. Primo Levi svela il meccanismo, quello che sta sotto agli eventi, ci toglie ogni alibi: non si può non vedere, non si può non capire.

È difficile trovare elementi negativi in questo libro.

Forse l’unico difetto, che è però anche il suo punto di forza, è quello di parlare molto alla razionalità dell’uomo, nella speranza che il pensiero sappia trasformarsi in sentimenti e azioni.