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LE FORBICI CRISTIANE

Angelo era proprio incazzato. L’ idea di dover ancora fare palestra con quell’odioso arrogante, gli appariva insopportabile. Perdipiù il tizio, per la sua altezza appariva come un tappo di gazzosa, un tappo gasato; e prendendo a prestito le parole rivolte una volta da D’Alema a Brunetta, si poteva definire un “energumeno tascabile”.

Angelo era uscito poco dopo Fabrizio, così si chiamava il tipo, il quale indossava tra l’altro un impermeabile bianco che gli arrivava lungo sino ai piedi, cosa che lo rendeva ridicolo oltre che odioso.

Angelo portava sempre un paio di forbici in tasca e senza  farsi vedere inseguì Fabrizio, il quale non appena raggiunto si voltò, ma non tanto velocemente da impedire che le forbici lo prendessero in pieno petto facendo sgorgare sangue da occupare un  lungo tratto di strada in poco tempo.

Ormai era morente e Angelo pensò subito di scappare. Ma alcuni agenti accorsero subito dalla vicina questura richiamati dalle urla di Fabrizio: ormai non aveva scampo e piuttosto che finire per chissà quanti anni dietro le sbarre, si precipitò davanti alla chiesa che si trovava nei pressi; si fece il segno della croce e si colpì al cuore con le stesse forbici con cui aveva colpito il suo rivale.

Gli agenti lo raggiunsero quando era già spirato. Anche se era notte fonda la chiesa sembrava accogliere in tutta la sua maestà la tragedia che si era appena consumata davanti a “lei”.

Per me se vogliamo fare un discorso esteso, al di fuori del solo riferimento alla Shoa, la memoria è qualcosa che serve, come gli stessi libri di storia, a ricordare e a discutere tutti gli avvenimenti, non solo quelli brutti; perchè il presente deriva inevitabilmente da ciò che è stato costruito nel passato.

Detto questo, passo a trattare il significato dei punti richiesti.

1) Coltivare la memoria per me significa abituarsi e abituare anche le generazioni più giovani a ricordare il significato di certi avvenimenti del passato, al fine di imparare dal passato a non commettere più gli stessi errori o a valorizzare quello che invece c’è di buono nel nostro presente, al fine di prenderne esempio.

2) Preservare significa proteggere il significato di certi fatti storici  da tentativi assurdi di manipolazione( vedi negazionismo)

3) Tramandare vuol dire come coltivare fare conoscere alle generazioni più giovani attraverso la parola, lo scritto, ed altri mezzi di comunicazione l’importanza di ricordare nel bene e nel m,ale certi fatti.

4) E’ evidente quindi da quanto si è appena detto che il rischio di disperdere la memoria sta nel non esguire quelle azioni riferite ai tre punti appena trattati e quindi le conseguenze di questa dispersione sarebbero ovvie: in poche parole la memoria verrebbe praticamente oscurata.

Lo incontrai improvvisamente e quasi ci stavamo scontrando l’un l’altro, ma lui appena riavutosi mi sorrise quasi divertito dell’accaduto. Aveva un bellissimo sorriso e mi risultò subito simpatico e sicuramente ero risultato altrettanto io a lui.  Dissi subito scusandomi, che ero stato molto distratto e lui di rimando, mi disse di non preoccuparmi che sono cose che capitano. Per farmi perdonare, pensai di offrirgli un caffè al bar e lui accettò volentieri. Scoprii che era un rappresentante di prodotti farmaceutici; ed era venuto in ospedale naturalmente per mostrargli al personale medico. Lo trovai subito un’uomo affaascinante e la sua conversazione piacevolissima. Ma subito dovevo scappare per tornare al mio lavoro.La notte sucessiva lo sognai: era ancora più bello e indossava una camicia aperta che lasciava intravvedere il petto prorompente; i capelli erano folti e neri; il sorriso smagliante. Ero fortemente turbata e lui lo capì subito e mi abbracciò e io sentii il suo tocco sconvolgermi.  Sapeva bene come farmi provare piacere. Avere il suo corpo addosso era un’esperienza che non avevo mai provato prima con nessun altro uomo. Ma ecco sul più bello il risveglio: era solo un sogno e la realtà era molto diversa: quella triste di tutti i giorni.

“Signorina, è molto che lavora qui? Purtroppo sono solo stagionale e a settembre tornerò a casa in Sicilia. Peccato che una così bella ragazza sia costretta a fare un lavoro così umile.”

“Ma no a me invece piace. Vedo un sacco di gente che arriva da tutte le parti; e poi è bello preparare questi cocktail favolosi.”

“Comunque almeno il suo fidanzato sarà contento che tra un pò ritorna a casa perchè in questo periodo avrà avuto motivo di ingelosirsi.”

“Ha, ha. Perchè ride? “

“Ma non c’è proprio nessun fidanzato.”

“Che strano,  ho fatto una gaffe. Devo imparare che non bisogna mai dar niente per scontato. Senta, abita lontano da qui? Sono in affitto in un sottoscala a Bologna in periferia. Forse potrei aiutarla a a trovare qualcosa di meglio se magari mi aspetta alla chiusura; a che ora stacca?”

“Senti bello ora mi hai proprio scocciato; se non hai altro da consumare esci immediatamente e la prossima volta se puoi, scegli un altro autogill, che è meglio.”

La ragazza dietro al banco del bar dell’autogrill era intenta a mescolare birra chira e seven -up, quando entrò un uomo sulla quarantina molto interessante che sembrava a sua volta colpito da lei. Lui cercò subito di catturare il suo interesse ma sembrava incerto e pensoso mentre se ne stava con un dito che agitava dentro al bicchiere, mentre il sole splendeva nella vetrina del locale. Ad un tratto l’uomo mise un disco nel jubox e ordinò una lattina di the, forse per rompere il ghiaccio e trovare il coraggio di attaccare discorso. Invece lui rimase ancora titubante e pensoso; e intanto il disco terminò sembrando a quel punto che lui stesse per iniziare a parlare. Ma all’improvviso l’atmosfera che si era creata, svani a causa dell’arrivo di una coppia nel locale. L’uomo cambiò di colpo atteggiamento e chiese quanto doveva. Pagò e se ne andò lasciando solo alla stupefatta ragazza un nickel di mancia. Che peccato -pensò la giovane- forse abbiamo perso tutti e due un’occasione per diventare felici.

LE CANZONI DELLA MIA VITA

Era il 1972. Non dico quanti anni avevo, ma sicuramente più di quanto pensate voi.
In basso sotto il televisore in bianco e nero, c’è un apparecchio della filodifussione sintonizzato sul quinto canale, dedicato eclusivamente alla musica leggera. Ad un certo punto viene trasmesso un pezzo che io riconosco immediatamente: è “love like a man” dei ten years after. Anche se in questo caso in una versione dal vivo che io non ho mai sentito prima.
Inizia la prima parte cantata dalla potente voce di Alvin Lee, detto “la chitarra più veloce del west”.é un rock blues che si definirebbe duro, ma preferisco chiamarlo gioioso: è un canto di pura goia, non ha nulla di violento. Si passa poi alla parte più squisitamente ritmica. Ed è qui che vado in estasi. Mi metto a ballare; sono troppo felice. Non m’importa se non ho fatto ancora i compiti. Questa musica fantastica mi prende troppo; il mio corpo vibra per l’emozione. Sono entrato in un mondo particolare e nessuno potrebbe distogliermi dall’atmosfera idilliaca nella quale sono immerso. Alla fine riprende la parte cantata per concludere il pezzo in un crescendo molto intenso.

Alla fine riprende la parte cantata per concludere in un crescendo molto intenso.
Oggi riascoltando questo brano nel mio lettore mp3, mi immagino un concerto in cui bellissime ragazze vestite da hippy ballano al suono di questa musica come ballavo io in quel giorno lontano.

E così te ne sei andato, proprio nello stesso giorno di Napoleone. Tu che come lui avevi combattuto aspre battaglie e grazie alla tua straordinaria tempra eri sempre riuscito ad uscirne indenne. Non saprei elencare tutte le cose per le quali dovrei esserti grato; ti chiedo scusa per il mio comportamento e per il disagio che ti ho creato durante la tua esistenza. Ci riincontreremo presto; non so come e quando, ma ci rincontreremo.

Ti chiedo scusa se non ti ho detto tutto quello che ti avrei voluto dire. Ciao babbo,dal tuo

Paolo.

Descrizione di persona sconosciuta

La sento avanzare verso di me. Non la vedo ancora, ma riconosco i suoi passi, e il cuore comincia a battere forte. Eccola che mi compare davanti e mi sorride. Indossa un abito da sera verde con scarpe e calze nere.
I suoi capelli sono castani scuri. Porta un paio di occhiali che le nascondono un pò lo strabismo di venere. Ma nonostante questo, i suoi occhi sono belli. Come è bella la bocca con un sorriso dolcissimo. Le sue manine ( mi piace chiamarle così),  sono molto delicate. I nostri appuntamenti sono settimanali, ma purtroppo non possiamo assolutamente fare quello che io vorrei fare.
Parliamo di cose serie. Però con lei mi sento a mio agio. A lei confido tutti i miei segreti e le mie pene. E lei mi incoraggia con quella sua voce flebile, che sembra accarezzarmi. Arriva l’ora di andare via, peccato.
La sua immagine, nel ricordo svanisce a poco a poco. Ma mi accompagna sempre: è un angelo. Non è vero che gli angeli non hanno sesso, lei ce l’ha.

Paolo

Luogo sconosciuto

Si entra in quel cortile e sulla sinistra un pò nascosta c’è una scala ed in cima c’è una porta.
Entrando sulla destra c’è una stanzetta col telefono occupata da un’infermiera che dà e riceve comunicazioni.
Di fronte sulla sinistra c’è un’altra stanzetta con un lettino, con a lato l’apparecchio per la flebo.
Più avanti sulla destra c’è la sala d’aspetto, luogo di estrema tensione, perchè proprio come si dice si aspetta e quindi si crea un pò d’ansia.
Di seguito c’è la stanza di un medico. Ma quella che fa tremare dalla paura è l’ultima stanza subito dopo: perchè là c’è lei.
Ma che ci sarebbe di strano, in fondo è soltanto un medico. Sì ma un medico molto speciale che ti fa venire il batticuore non appena lo vedi: E forse la scelta migliore è quella di chi ha deciso di non entrare più in quella stanza.

Luogo conosciuto

Nel centro c’è una bella rotatoria con tante macchine che ci passano intorno; ai lati due edicole che si fanno concorrenza l’un l’altra; ad angolo retto due strade con semaforo. Sempre a lato da una parte c’è un bar, dall’altra un altro bar. Di fronte alla rotatoria, spuntano altre due strade con il semaforo. Al lato di una di queste c’è una tabaccheria.
Questa tabaccheria la chiamo maledetta, perchè un giorno fui lì insultato perchè scambiato per un ladro. Ben lungi da me andare a comprare lì.
Le edicole sono invece dei luoghi molto attraenti perchè mi ricordano quando da piccolo compravo le figurine oppure i giornaletti settimanali con quel bel profumo di carta. I bar sono invece sì eleganti, ma non sono per me molto attraenti perchè danno l’impressione di essere dei luoghi nei quali si ozia.
La piazza è un pò caotica, ma passeggiarvi è bello perchè ti da la sensazione di essere nella tua città.
E questo è tutto su questa piazza, una come ce ne sono tante.

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