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Lo incontrai improvvisamente e quasi ci stavamo scontrando l’un l’altro, ma lui appena riavutosi mi sorrise quasi divertito dell’accaduto. Aveva un bellissimo sorriso e mi risultò subito simpatico e sicuramente ero risultato altrettanto io a lui.  Dissi subito scusandomi, che ero stato molto distratto e lui di rimando, mi disse di non preoccuparmi che sono cose che capitano. Per farmi perdonare, pensai di offrirgli un caffè al bar e lui accettò volentieri. Scoprii che era un rappresentante di prodotti farmaceutici; ed era venuto in ospedale naturalmente per mostrargli al personale medico. Lo trovai subito un’uomo affaascinante e la sua conversazione piacevolissima. Ma subito dovevo scappare per tornare al mio lavoro.La notte sucessiva lo sognai: era ancora più bello e indossava una camicia aperta che lasciava intravvedere il petto prorompente; i capelli erano folti e neri; il sorriso smagliante. Ero fortemente turbata e lui lo capì subito e mi abbracciò e io sentii il suo tocco sconvolgermi.  Sapeva bene come farmi provare piacere. Avere il suo corpo addosso era un’esperienza che non avevo mai provato prima con nessun altro uomo. Ma ecco sul più bello il risveglio: era solo un sogno e la realtà era molto diversa: quella triste di tutti i giorni.

La prima volta che lo vidi pensai  “C***o questo qui mi mangia volendo” un orco, un incrocio tra G.Max e Bassi Maestro, due rapper per chi non li conoscesse come lui che tra l’altro dopo ho scoperto che odiava il rap dicendo che erano tutti ignoranti(lui ascoltava il Metal anche Black) e si dissociava dal mio paragone.
Comunque a me la somiglianza sembrava evidente soprattutto con G.Max data la struttura da orco.
Sembrava che avesse appena mangiato maialetto, ma uno intero.
Dopo poco tempo lo cominciai a chiamare Porco data anche la sua forte
propensione alla bestemmia.
Aveva anche lo sguardo di chi avesse appena fumato un cannone da 5 grammi, ma scoprì più tardi che odiava anche quello mentre si ciucciava bastoncini di cancro a pacchetti.
Li chiamava “drogati, indolenti”. Una volta aveva provato a fumare uno
spinello e di notte aveva sognato Dragon Ball, mah…
Sicuramente di notte non faceva dormire nè tantomeno sognare me poichè non è che russasse ma usciva col motocross.
Da giovane era molto più snello ma sempre uno sguardo da fattone aveva. Era uno sregolato, esagerato, disordinato,  nelle idee quanto nel pelo che gli ricopriva la scatola che le contiene, passando da uno stile marines ad uno propriamente metal a suo dire.
Un iperbole vivente in una parabola ascendente, per questo un pò di balle le sparava ma anche perchè nutrito, e il termine non è a caso, dalla sua ambizione. Infatti si sentiva alto, ma non lo era molto più di me, diciamo che guardava in alto verso le stelle, convinto che un giorno una l’avrebbe concquistata.

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