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Un medico e un paziente

La signora Cesira, cinquantenne di Rroma, si recò nella Asl n’12 della città dove vi era il presidio di igiene mentale, dove era solita incontrare il professor Forte, luminare specializzato nella psicoanalisi Freudiana.
“Prego si accomodi signora Cesira, mi dica come sente in questo  periodo, ormai è da un mese che non ci vediamo”
“Oh professore, sapesse, sto così male, non che non mi fidi della sua
terapia, ma sa mi sono ritornati quei brutti incubi della scuola”.
“Ma signora mia, lei deve cercare di rimuoverli, glielo ho gia detto,
è l’unico modo per uscirne fuori.”
La donna, che aveva appena conseguito la prima media, rispose: “Muoverli? e come posso fare a muovere dei sogni?”
“Ma no signora, intendo dire rimuoverli, cioè spostarli nel suo
inconscio”.
“Inconscio? e cosa è questa cosa che mi sta dicendo adesso dottore,
io non la capisco proprio.”
“Su signora, mi parli un pò dei suoi sintomi, mi dica cosa la preoccupa.”
Oh dottore, sapesse quello che mi sta capitando in ques’ultimo periodo”
“Mi dica signora Cesira.”
“Vede, ho un pò di vergogna, sa, sono  una donna sposata.”
“Ma con me non deve avere nessun tipo di timore, sa sono il suo
specialista.”
“Vede dottore, io penso di essermi innamorata di lei.”
Il prof. Forte, per niente imbarazzato dalla confessione della donna,
le rispose ridendo:
“Ma no signora, quello che prova nei miei confronti si chiama transfert.”
“Ma cosa sta dicendo dottore?”
“Vede, si tratta di un trasferimento dei suoi sentimenti nei miei
confronti, mi capisce signora?”
“No quello che capisco dottore è che mi devo trasferire da un altro
medico e che soprattutto sappia parlare nello stesso modo in cui
mangia.”

Un bambino di dieci anni e un’anziana.

Il piccolo Andrea, ragazzino prodigio nello studio, tornò  da scuola  tutto contento, gridando:
“Mamma, mamma, indovina cosa mi è capitato oggi”.
Dall’altra parte della stanza si affacciò un’anziana donna sui settant’anni dicendo:
“No Andrea, la mamma è andata al mercato a fare la spesa , ma dimmi,
posso fare qualcosa io per te?”
“Si nonna, potresti in effetti. Sai, la maestra oggi ci ha dato da
fare un compito molto difficile di aritmetica e io l’ho svolto prima di
tutti facendolo tutto giusto.”.
“Oh che bravo, il mio piccolo nipotino, sai che lo studio è un’ottima
cosa per riuscire nella vita.”.
“Eh già, nonna, lo so lo ripetete  sempre. Ma adesso dimmi, non lo
merito un bel premio?”
“e cosa vuoi da me piccolo? lo sai che io non ho la possibilità di
comprarti niente”.
“Ma su nonna, non fare la solita tirchia, lo so che prendi una buona
pensione”.
“Eh già, come no, quella mi basta appena per sopravvivere. Quando
tornerà tua madre, ti farai dare qualcosa da lei, ma io non posso
proprio darti niente”, gli disse la donna, lasciandolo nella più
completa desolazione. Andrea aveva capito così la lezione: mai chiedere dei soldi a quella vecchia spilorcia.

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