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Noi esseri umani parliamo, comunichiamo, dialoghiamo; spesso però non ci
ascoltiamo e non ci ascoltano, non ci capiamo, quindi ci arrestano, ci
arrestiamo e ci restiamo male.
Ultimamente ho conosciuto più cani che umani e sento di assomigliargli o
meglio, vorrei essere come loro.
Io cane Maya: mi sveglio, quando voglio e se voglio mi riaddormento subito.
Faccio sport, footing, ogni volta che dò zampate alla porta, o mi avvicino al
guinzaglio, che è una seccatura, mi schiaccia un pò i polmoni, ma il mio
intuito da cane mi dice che senza andrei sotto a qualche grosso essere con
quattro ruote che ci sono per le strade più degli esseri simili al mio amico-
padrone.
Mentre corro, salto, mordicchio l’erba che mi piace molto e mi fà bene, ne
approfitto per far qualche bisogno fisiologico perchè il mio amico-padrone mi ha fatto capire che non apprezza che glie la faccia nel suo territorio. Se non avessi l’amico-padrone la farei proprio ovunque senza problemi, ma sarei un randagio, avrei meno lussi, dovrei cercarmi da mangiare, un luogo dove dormire, non avrei nessuno che ti gratta là dove non arrivo con la zampa, ma sarei libera.
Una vita da cani è una bella vita, soprattutto se con gli amici-umani;
quella da randagi un pò meno:  siamo liberi specialmente di avere il nostro
apparato riproduttivo intatto,  ma saremo anche liberi di morire prima e vivere di stenti.

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