Stai visualizzando l'archivio dei tag per il tag ‘info’ .


Questa mattina ho sentito un trillo disperato. Scuola di scrittura a 30 anni dalla legge 180 si rivolge ad un gruppo di allievi invitati a partecipare al progetto in parte dai Centri di Salute Mentale, in parte dai Presidi del Libri della Sardegna. Un gruppo eterogeneo, con giovani e meno giovani, studenti e lavoratori, a cui proponiamo di lavorare sulla scrittura: per esplorare un canale espressivo che permette a ciascuno di indagare idee, pensieri, emozioni e comunicarle all’altro da sé; e al tempo stesso per conoscere e comprendere le reciproche realtà.

Il progetto si inserisce nell’ambito delle collaborazioni che il Dipartimento di Salute Mentale di Cagliari ha avviato con gli operatori culturali del territorio, con l’obiettivo di portare la città e i cittadini a contatto con le realtà che il Dipartimento raccoglie e stemperare i confini che ancora separano i due mondi.


Inauguriamo una scuola di scrittura a Villa Clara per dilettanti scrittori, per chi ha uno scritto nel cassetto, per chi può e sa parlare solo attraverso la penna, per chi ha un sogno …
Una scuola per tutti, per chi vuole contaminarsi con la diversità dell’altro, a trent’anni dalla legge 180, a Villa Clara per vincere separatezze ed esclusioni.
Ringraziamo gli scrittori, i poeti, gli artisti, gli intellettuali della Sardegna disposti a dare alcune ore di intelligenza a questo progetto, opera collettiva di salute mentale.

Giovanna del Giudice
ex Direttore Dipartimento di Salute Mentale – ASL 8 Cagliari

“Di scuole di scrittura ce n’è una gran quantità e nessuna di queste “insegna” a scrivere. Chi arriva alla scuola è solitamente già capace di esprimersi attraverso l’azione complicata del ricomporre la realtà in parole scritte. E se un’idea di scuola di scrittura viene mondata dalla presunzione di ammaestrare alla scrittura e la si limita al tentativo di trasmissione di un artigianato o, semplicemente, alla conoscenza di altre scritture magari testimoniate “in vivo”, allora è possibile che in quell’idea vi sia una qualche utilità.
C’è, tra gli effetti dello scrivere, una conseguenza riconosciuta e ambita. L’attenuazione del dolore emotivo.
Tutti proviamo dolore emotivo e la sofferenza può arrivare, in alcuni di noi, sino a forme talmente invadenti che qualcuno non riesce a contenerle. Allora la medicina cerca di schedare questo dolore dentro l’ordine insufficiente delle sue classificazioni. Necessarie, però inadeguate.
Ma la medicina intelligente è, prima di tutto, consapevole di limiti e mancanze. Allora cerca nell’imprevedibilità delle nostre capacità creativa un rimedio che, altrimenti, lei, la medicina, non saprebbe trovare in se stessa.
Raggruppare in una classe sofferenze diverse non è stata una panacea del patimento. Ma di certo non ha prodotto altro dolore. Anzi, il dolore si è frammentato, si è diviso per il numero delle persone che compongono il gruppo. Si è addirittura talmente segmentato in tante piccole parti che, alle volte, non lo si riconosce più.
L’estroversione sentimentale, l’obbligo comunitario di rappresentare e discutere una propria espressione scritta che viene dal profondo, non ha rappresentato una forma chiara e riproducibile di cura, questo no.
Ma gli appuntamenti del venerdì con scrittori, giornalisti, correttori di testi ed editori sono stati un affettuoso elisir medicato.
Da questa esperienza è nato un tepore sentimentale che si è trasmesso a tutto il gruppo, un’impressione di stabilità rassicurante legata, in fondo, alla possibilità di esprimersi attraverso un mezzo, la scrittura, che costringe comunque alla ricerca di una disciplina, di ordine ed equilibrio.”

Giorgio Todde
Presidente Associazione Presìdi del Libro della Sardegna

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.