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Sbarco oggi per la prima volta su Aiag . Per quanto dissimile da qualsiasi altro luogo da me mai visitato, ho la sensazione di conoscerla profondamente. Ad attendere me ed il mio specialista in comunicazioni interetniche, un minuto e sorridente addetto dell’area accoglienze di Aiag che ci accompagna alla pedana in partenza per Krevst.

E’ dal 2964 che desideravo avere quest’opportunità e, dopo soli 15 anni, sono riuscita a concretizzarla: un intervista a Karhackb Magmoo , pioniere dell’esplorazione quanto temporale; storico ed analista delle dinamiche condizionanti le evoluzioni socio-politiche nei generi homo sapiens , homo expeditus con proiezioni verso l’ homo summus nonché autore dell’opera : “ Tutto quello che non hai mai osato domandarti perché in fondo già lo sapevi”.

Veniamo accolti da KarhaM nella dependance della sua residenza Krevestiana: una cupola apparentemente in cristallo trasparente del diametro di circa 8 metri.

L’interno è essenziale: sedie , tavolo e consolle in fibra vegetale intrecciata a disegnare piccoli esagoni, digradanti dall’arancio al beige.

Fuori una vegetazione fittissima come di foresta pluviale ma nella quale i colori dominanti appartengono alla gamma del rosso e attraversata da piccoli coni di luce argentea, quasi lunare.

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Vado a trovarla dove ci siamo incontrati l’ultima volta. Il terzo ripiano centrale della libreria del soggiorno. La prendo e vado nello studio. Sposto le sedie, una davanti all’altra. In una io, nell’altra lei.

Mi scusi se la disturbo ma dovrei farle alcune domande. Non sono un giornalista, se Dio vuole, ma ho bisogno di capire e di chiarirmi le idee. Inoltre devo eseguire un compito.

Peccato non sia un giornalista, ultimamente si sente bisogno di professionisti che vogliano capire, chiarirsi le idee per aiutare i lettori a chiarirsele a loro volta.

Mi scusi se sono brutale: molti dicono che lei è ormai vecchia.  Cosa risponde.

Io non rispondo, mi però permetto di fare delle considerazioni. Se volessimo usare un linguaggio politically correct, bisognerebbe dire anziana. Ho solo 62 anni, sono nata il 27 dicembre del 1947, anche se sono stata registrata il primo gennaio del 1948.

Certo che è una strana cosa, proprio quando si propone di innalzare ulteriormente l’età pensionabile magari fino a settantanni, io vengo considerata vecchia. Aggiungo anche che chi mi considera vecchia spesso ha più anni di me.

Però è vero, mi scusi, che lei è un po’ invecchiata. Forse sarebbe il caso di fare qualche cambiamento.

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Sua Dannazione Lucifero mi accoglie (si fa per dire) nel suo antro. Fa un po’ caldo, ma si sta bene (sempre si fa per dire). Corna lucidate, sorriso da capro, coda in bella evidenza.

Sono tempi di crisi. Anche per lei?
Le confesso di sì. Non c’è più il numero di dannati di una volta.
Come mai?
La gente manca di coraggio. Un tempo si peccava con molto più coraggio. Ora la gente non solo non ha più valori, non ha neanche i disvalori. Semplicemente, è amorfa.
Vuol dire che non c’è più nessuno che abbia il coraggio di stipulare dei patti con lei?
Voglio dire che è gente incapace di mantenere qualunque parola data.
Chi le piacerebbe vedere ingrossare le fila dei suoi dannati?
Beh, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Capi di stato, alcuni politici di primo e secondo piano. E anche qualche cattolico che pensa di essere a posto con la sua cosicenza. Quelle sono le prede migliori, perché scoprono che li ho fregati quando ormai è troppo tardi. Ma non sono gli unici.
Quali sono i peccati più gettonati?
Stando al report mensile che mi fornisce il mio collaboratore Berlicche, la lussuria è stabile e anche l’avarizia. Ma vedo che è in forte aumento anche l’accidia e va benissimo, perché è la madre di tutti gli altri vizi. Le ripeto però: sono tempi di crisi. Anche perché continua a nascere gente che poi diventa santa, maledizione.
Ha in mente qualche idea per rilanciare le adesioni all’inferno?
Un piano ce l’ho ma è di difficile attuazione: bisognerebbe convincere gli esseri umani che l’inferno non esiste. Oppure che l’eterna solitudine che si sperimenta qui dentro è una sciocchezza.
Mi sembra un po’ poco.
Sicuramente mi aiuterebbe anche fargli credere che non esiste perdono per i loro peccati. Ma forse stiamo parlando di un’utopia: ci devo lavorare con Berlicche.
Certo che lei, da quando ha scelto di mettersi contro il Padreterno, una ne fa e cento ne pensa.
Le assicuro che sono un po’ stanco e vorrei prendermi un po’ di tempo per me stesso.
Ma come, Sua Dannazione in crisi esistenziale?
No, non in crisi esistenziale. Però mi sembra di non avere più la grinta malefica di una volta.
Ma ci sarà stato un momento in cui le cose andavano meglio per lei.
Beh, la figata l’ho fatta quando ho fatto mangiare il frutto dell’albero della conoscenza a quei due imbecilli nel paradiso terrestre. Ma non ho più raggiunto quei livelli di sublimità.
E ora come si sente?
Come uno che fa parte dei servizi segreti deviati.






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