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Caro Alberto, scusami per l’altra sera, ti ho sommerso di parole. Faccio sempre così quando mi sento in imbarazzo. Ho terrore dei silenzi : parlo, parlo, e non ricordo ciò che dico.Non mi aspettavo quello sguardo languido tra la pasta al forno e l’arrosto. Il vino mi è andato di traverso. Il panico è venuto dopo, al momento del dolce, quando con voce triste mi dicevi che eri solo….Scusami non ti vedevo da tanto tempo, mi aspettavo un altro film, per questo ti ho rifilato subito il caffè.Confesso, quando ho chiuso la porta alle tue spalle ho tirato un sospiro di sollievo.E’ passata una settimana, ora l’ansia si è placata, penso al tuo sguardo e vorrei vederti, se tu vuoi.
Mi sei entrata nel cuore. Ebbene si, ci sei riuscita
Sai da che cosa lo capisco? Sei l’unica donna alla quale ho mostrato i miei disegni.
Penso che con una persona come te, che capisce la mia arte, potrei un domani aver voglia di svegliarmi.
Perché, sai, è il destino di chi Crea, stare solo.
Ma penso che forse sarebbe bello uscire dallo studio e trovarti in cucina che mi prepari cozze, così simili a piccoli limoni gonfi di succo. Bella questa cosa dei “gonfi di succo”, ora ci faccio un disegno.
Vedi? Che vuoi di più? Parlar d’amore con te mi ispira.
Non montarti la testolina, ora. Penso che siamo fortunati.
Forse più tu.

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