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La tua canzone preferita. La mia canzone preferita è un uomo che la canta.
Egli è innamorato di una donna grassissima così grassa che chiamano cannone.
Però lui a parlare non ci riesce perciò con la canzone le dice tutto quello che potranno fare se si fidanzano.
Di lei sappiamo che fa uno spettacolo, che è grassa e non si piace.
A lui comunque parlare non piace proprio perchè la sua idea è che anche quando saranno insieme di stare zitti.
Io però se ero in lui una parolina d’amore gliela direi. A noi ragazze le dichiarazioni d’amore piacciono molto. Ma forse anche cantare è una dichiarazione d’amore, forse i timidi le fanno così.
Io non mi sono mai fidanzata con un timido. Solo con Elia. Ma non continuo se no mi dice che sono andata fuori tema. Ecco questa è la mia canzone preferita.
La fame nel mondo
Svolgimento
La fame nel mondo è una cosa molto brutta perché ci sono molti posti nel mondo dove le persone hanno sempre fame mentre noi buttiamo tante cose nell’immondezza.
Le persone che non hanno da mangiare non sanno come fare per comprare la spesa perché non hanno i soldi. Papà mi ha detto che non hanno neanche lavoro perché in quei posti vivono in case di fango e paglia e non ci sono i negozi e le fabbriche e le farmacie perché non c’è nemmeno l’acqua e la corrente. Allora io ho pensato che è quasi come la campagna di nonno che quando andiamo a fare la scampagnata ci portiamo i bidoncini dell’acqua.
Ieri sono andata con mamma a fare la spesa a carrefour e c’era un signore nero che ci voleva vendere qualcosa e mamma gli ha detto che non ci serviva niente ma lui voleva sempre venderci qualcosa e allora mamma ha comprato un paio di calze rosa per me e gli ha chiesto di quale paese era e lui ha detto che era del Senegal.
Quando sono tornata a casa mamma mi ha fatto vedere il Senegal nel libro e mi ha detto che è in Africa e allora le ho chiesto perché quel signore viene a vendere al carrefour di quartu e mamma mi ha detto che viene qui perché ha tanti figli che devono mangiare e in Senegal non c’è lavoro e lui lavora qui e poi spedisce i soldi a sua moglie per vestire e far mangiare i suoi bambini.
Io penso che i figli di quel signore devono essere molto tristi perché non vedono mai il loro papà e allora sarebbe bello che lui tornasse da loro con un camion enorme pieno d’acqua per tutti e potrebbero fare l’orto come da nonno così non dovrebbe più tornare a vendere a carrefour.
Una gita in treno
Svolgimento
Domenica noi siamo andati in treno a fare una gita, e mi sono divertito molto, ma babbo si è arrabbiato con me per una cosa che è successa. Ma lo dico dopo. Eravamo babbo, mamma, mia sorellina ed io. Poi c’erano zia Stefania, zio Claudio e i miei cuginetti Michele e Lorenzo. Ci siamo svegliati molto presto, più presto che quando si va a Scuola, e avevamo tanti pacchi. Babbo portava una borsa grande e dentro c’era la pasta al forno che mamma aveva fatto la sera prima, e anche carne impanata, e pomodori e ravanelli e un’insalata che non so come si chiama. E anche la coca cola. E anche una anguria. Mamma aveva una borsa più piccola con una tovaglia a quadretti marroni, e piatti e bicchieri di quelli che si buttano, e anche forchette e coltelli che si buttano. E anche un rotolo di carta al posto dei tovaglioli. E siccome dovevamo andare in un fiume, mamma ha detto che era meglio prendere anche delle scarpe e dei pantaloni per noi, che di sicuro ci bagnavamo, così ci potevamo cambiare. Perché io se mi bagno poi mi viene sempre mal di gola, e il dottore dice che finirà che mi devono togliere le tonsille. Per arrivare a questo fiume, il viaggio era molto lungo. Più di mezz’ora. E a me andare in treno mi è piaciuto molto perché non c’ero mai andato, e lo guidava un signore con un berrettino e poi c’era un altro signore che fischiava con un fischietto quando si poteva partire. E ora ti dico perché babbo si è arrabbiato con me. Io sono grande, sono in terza e ho già 8 anni. Ma se avevo meno di 8 anni pagavo meno il biglietto. Babbo ha detto al signore della biglietteria che avevo 7 anni e anch’io lo dovevo dire. Ma quando è passato il signore che controllava i biglietti e mi ha chiesto quanti anni avevo io ho risposto: ne ho 8, ma devo dire che ne ho 7. E babbo mi ha detto che non so stare zitto e che gli ho fatto fare una brutta figura. Ma poi a babbo gli è passato e ci siamo divertiti tanto a lanciare pietre nel fiume.
I miei nonni.
Svolgimento
Mia nonna ha i capelli bianchi, porta sempre il grembiule e porta le ciabatte a quadretti che le abbiamo regalato noi per il suo compleanno. E’ vecchia. Credo che ha 60 anni. Per il suo compleanno siamo andati a casa sua e c’erano anche i miei cuginetti. Abbiamo mangiato la torta ma non ci siamo divertiti perché la mamma non voleva che giocassimo ad acchiappare perché dice che poi i vicini di sotto si lamentano se corriamo. Io quando ero piccolo e non andavo ancora a Scuola, qualche volta sono andata con la nonna e il nonno nel paese dove sono nati, cioè dove vivevano quando erano piccoli. Lì si che mi divertivo perché si poteva correre e strillare, e uscire in strada, e giocare in campagna, e anche andare da solo a casa di signora Pepa a prendere l’uva Mio nonno è ancora più vecchio di nonna, e dice sempre che gli fanno male le gambe e anche la schiena. A me piace mio nonno, perché non si arrabbia mai (solo una volta si è arrabbiato) e mi porta a vedere le navi grandi che vanno molto lontano, e poi mi compra un gelato, e un giorno mi ha comprato anche una macchinina. Io voglio tanto bene ai miei nonni.
Il primo giorno di scuola
Svolgimento
Oggi è stato il mio primo giorno di scuola.
Stanotte ho sognato che c’erano dei maestri cattivi che mi prendevano a colpi di bacchetta. Poi mi sono svegliato ed era passato tutto.
Il mio papà mi accompagnato a scuola in macchina. Quando siamo arrivati abbiamo dovuto aspettare che chiamassero il mio nome. Era pieno di bambini come me che che aspettavano di entrare..
Appena mi hanno chiamato mi sono spaventato: avevo paura di andare in un posto sconosciuto con altri bambini come me che non conoscevo. Ero in una classe con altri bambini sconosciuti e con una maestra che diceva che questo era il primo giorno di scuola e che tanti ce ne sarebbero stai ancora. Allora ho iniziato a piangere per la paura di rimanere solo senza papà con tanti bambini che non conoscevo.
All’uscita di scuola è venuta a prendermi la mamma. Siamo entrati in un negozio dove lei doveva comprare qualcosa. Nel negozio c’era un signore che diceva: “c’era un bambino che piangeva”. Allora la mamma mi ha detto: “Lo vedi?”.
Mamma, quel bambino sono io.
Racconta le tue vacanze
Svolgimento
Questa estate ho fatto proprio delle belle vacanze. Sono andato a fare delle gite e ho giocato e guardato la televisione e poi una volta sono andato al cinema.
La volta che mi sono divertito di più è quando siamo andati con mia mamma e mio babbo alla villetta di mio zio Armando. Siamo partiti alle sette di mattina e la macchina era piena piena di bagagli e poi mamma aveva anche fatto la pasta al forno che l’aveva messa dietro il sedile e faceva un caldo che si appannava il vetro di dietro. La strada era tutta a curve e babbo a sbuffi,e mamma gli diceva: che cosa sbuffi che stiamo andando in vacanza e lui gli rispondeva ma non capivo che cosa diceva perché parlava a bocca chiusa.
Quando siamo arrivati io ero molto felice perché potevo giocare con mio cugino Franco. La casa di mio zio è piccolina ma c’ha un giardino grande grande e io e Franco eravamo sempre lì a giocare. Un giorno siamo andati anche al mare e mia mamma si è bruciata dietro le ginocchia. Mi sono divertito molto a giocare in giardino. Mia mamma si metteva sempre la crema ma dietro le ginocchia non l’aveva messa e mio babbo glielo diceva:, l’hai messa dappertutto ma non dove ti serviva. Quando siamo tornati a casa io ero molto triste. Durante il viaggio ho anche un po’ pianto perché non potevo più giocare con mio cugino Franco. Invece mia madre era triste perché stava male. Era a vomiti tutto il viaggio che ci siamo dovuti fermare cento volte. L’ultima volta che ci siamo fermati babbo ha detto a mamma: ma non è che sei… ma non ho capito cosa. Mamma ha detto: non è cosa di bambini questa, è cosa di peperoni. Non ho capito niente ma loro anche se mamma era sempre a vomiti, si sono divertiti molto.

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